Occupazione Tedesca in Italia: Reichskreditkassenscheine

Dopo l'armistizio dell'8 Settembre 1943, i rapporti tra Italia e Germania apparivano confusi. Il 25 settembre il comando tedesco emise un bando a Udine che introduceva la circolazione delle Reichskreditkassenscheine, già precedentemente utilizzate come moneta di occupazione in molti paesi occupati. L'effettiva circolazione fu assai modesta e, il 25 Ottobre 1943, per accordi tra il Governo della R.S.I. e il comando tedesco, venne disposta la loro cessazione di circolazione e disposto il loro ritiro.
Durante la R.S.I uno dei problemi fu l'emittenza di banconote anche per il finanziamento delle truppe tedesche operanti nella R.S.I. per cui fu messo a punto un piano economico italo-tedesco che l'11 settembre svalutò la nostra lira da L.7,63 a L.10 rispetto al marco tedesco in conseguenza della immissione in circolazione del marco d'occupazione. Di conseguenza, il giorno 25 successivo fu creato, d'intesa con il Comando della Wehrmacht ed il Ministro dell'Economia della R.S.I., un nuovo apparato germanico per l'Italia, il RUK, cioè il Reichministerium fur Rustung un Kriegrsproduktion (Ministero degli armamenti e della produzione bellica) che condizionerà l'economia monetaria nella R.S.I. poiché la parte germanica sosteneva che il controvalore in marchi della nostra moneta erogata ai tedeschi in Italia costituiva per i tedeschi denaro del quale essi avevano diritto di disporre liberamente. L'Italia fu, quindi, sottoposta al regime di occupazione, e, come tale, doveva sottostare al sistema monetario riservato ai paesi occupati dai tedeschi e sottostare al marco d'occupazione emesso dalla Reichskreditkassenschein, cioè «Buoni della Cassa di Credito» in dotazione all'esercito tedesco, da utilizzare per acquisire beni e servizi a carico della nazione occupata. Si conoscono diversi proclami. Il 25 settembre 1943, su ordine del Gen. Bohler, il Comando militare tedesco di Udine fece affiggere la seguenre ordinanza: «Con immediata esecuzione vanno accettati in pagamento i biglietti di credito della Reichskasse Germanica. Cambio: 10 lire per ciascun marco». Nel «Gazzettino di Venezia» del 26 settembre si precisò: «Nei territori occupati dalle truppe tedesche sono stati introdotti, con decorrenza immediata, i cosiddetti Reichskreditkassensein (marchi d'occupazione), che possono circolare alla pari della lira italiana e servire nelle operazioni di pagamento. I marchi d'occupazione possono essere usati non solo dai soldati tedeschi, ma anche della popolazione italiana (..·)· Si richiama l'attenzione sul fatto che soltanto i marchi d'occupazione sono ammessi a circolare in Italia, mentre per le banconote del Reich ed i Rentenkassenscheine rimangono in vigore le disposizioni a suo tempo emanate circa il movimento delle divise. In una parola, la cartamoneta circolante in Germania non può essere accettata, emessa, o cambiata in Italia».
Il 2 ottobre 1943 il Prefetto di Milano, su ordine del governo della RS.I., fece affiggere il seguente manifesto: «Previe intese col comando germanico, si dispone che dal giorno 27 settembre il cambio dei marchi d'occupazione (Reichskreditkassenscheine) aventi carattere di valuta legale, venga effettuata da parte di tutte le banche sulla base di L.10 per ciascun marco».
Per abolire il marco d'occupazione, si raggiuse l'accordo del 21 ottobre 1943 fra il Ministro dell'Economia saloina ed il RUK, per cui il governo della RS.I. si impegnò di versare alle truppe tedesche 7 miliardi di lire mensili per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 1943, restando stabilito che tale somma doveva servire anche per il pagamento delle commesse alle industrie italian, agli alloggiamenti delle truppe tedesche, ecc.. L'accordo sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale d'Italia n.672 del 1° ottobre 1944 con l'oggetto «Approvazione degli accordi internazionali 21 ottobre - 17 dicembre 1943 sui contributi delle spese di guerra da corrispondere al governo germanico» mediante compensi mensili. Correlativamente la Germania si impegnò di ritirare i marchi d'occupazione e pagare le requisizioni effettuate agli istituti di credito, cosi riaffermando aIa R.S.I il controllo della circolazione monetaria.
In effetti, salvo casi sporadici, il marco d'occupazione non è entrato diffusamente in circolazione nella R.S.I., anche se è stata accertata l'ipotesi che un pur minimo quantitativo di biglietti, unitamente ad una emissione da parte della Verrechnungsschein (datata 15 settembre 1944) sia stata rinvenuta in modesti quantitativi nelle casse della Banca del Friuli.

(Cfr. "Gli Annali" Cronaca Numismatica n.165, pag. 317)

 

50 REICHSPFENNIG

Occupazione Tedesca in Italia
Formato: 90x57 mm
Filigrana:figure geometriche
1943

1 REICHSMARK

Occupazione Tedesca in Italia
Formato: 94x60 mm
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1943

2 REICHSMARK

Occupazione Tedesca in Italia
Formato: 110x65 mm
Filigrana:figure geometriche
1943

5 REICHSMARK

Occupazione Tedesca in Italia
Formato: 125x70 mm
Filigrana:figure geometriche
1943

20 REICHSMARK

Occupazione Tedesca in Italia
Formato: 154x80 mm
Filigrana:figure geometriche
1943

50 REICHSMARK

Occupazione Tedesca in Italia
Formato: 170x85 mm
Filigrana:figure geometriche
1943